Viandante urbano #3

senza ritorno
il richiamo di Jukai –
un altro giorno

~ © Arashisei ~
Artwork by Yoko Tanji

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3 thoughts on “Viandante urbano #3

  1. Arashisei ha detto:

    * Jukai, “il mare d’alberi”, è il nome attribuito dalla tradizione al cuore della foresta di Aokigara, ai piedi del monte Fuji. Qui la vegetazione è molto fitta e una volta entrati uscirne è un’ardua impresa, qui le persone vengono a terminare i propri giorni perchè è facile perdersi: entrano senza cibo e aspettano la notte. Si dice che non si possa entrare senza la volontà di morire. Può apparir macabro agli occhi di un occidentale, ma per un giapponese non necessariamente lo è. Nel buddismo zen e nello shintoismo la morte non è condizionata in maniera negativa, essa è parte della vita, e a differenza del cristianesimo non vi è la condanna del suicidio. Questa morte è simile alla morte naturale, quella degli animali, e molti giapponesi vogliono morire così. In molti pensano che l’evoluzione moderna di questa tendenza al suicidio sia un sintomo della crescente impersonalità e solitudine della vita che le persone vivono nelle metropoli giapponesi. Probabilmente è vero, almeno in parte, ma sopravvive anche l’altro lato della medaglia, che ricorda come ai piedi del Fuji tutto è solenne, e sacro, e la morte nel jukai un aspetto culturale.

  2. luciagriffo ha detto:

    …e quel sorriso forse sparisce, ma con la pace dentro: quella serenità da ritrovare ancora, voltando pagina.
    Non so se i miei commenti sono entrati nell’animo di quello che volevi raccontarci, non importa.
    In ogni caso i tuoi scritti mi hanno trasmesso un senso pace e silenzio interiore. Davvero bellissimi!
    Un caro saluto a te. Un abbraccio. Lucia

  3. Eufemia ha detto:

    Non conoscevo assolutamente questa storia che mi ha affascinata tantissimo e sulla quale mi piacerebbe scrivere qualcosa, lo ammetto. Sai tantissime cose Andrea della cultura nipponica e questa nota era assolutamente doverosa,soprattutto rispetto al concetto di morte e alla sua comprensione e considerazione rispetto al buddismo zen e allo shintoismo.
    Vivere in un mondo così frenetico è doloroso, non tutti possono farcela, soccombere è facile e allora il sogno di andare oltre, in un mondo come quello di Jukai, diventa seduzione del proibito.
    Ci sarebbero molte riflessioni da fare in merito e mi piacerebbe leggere altro su questo tema, se riuscissi a scrivere ancora sul medesimo argomento,sarebbe davvero interessante.
    Complimenti a te!

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